Vita autentica cinese a Chonqing

Chongqing è stata per noi il momento di più intenso contatto con la vita cinese, tra cibo e feste con ragazzi e famiglie del posto. Continue reading “Vita autentica cinese a Chonqing”

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Hangzhou, il lago, il loto, il tramonto

Da una parte lago, foreste, colline, pagode. Dall’altro grattacieli, strade, traffico. La quiete e la tempesta convivono a pochi passi l’una dall’altra ad Hangzhou; ma è il lungo percorso ciclabile attorno al West Lake ciò che ha attirato la nostra attenzione durante il soggiorno in città, non il suo cuore moderno. hangzhou

Abbiamo noleggiato le biciclette grazie al bike sharing, il processo per ottenere la tessera non è di facile comprensione, ma grazie alla mediazione dell’amico cinese ci siamo riusciti in tempi brevi. Ci si sente sicuri a pedale per i sentieri dei parchi e giardini che costeggiano il lago, fuori dal caos della città, catturati dagli scenari che si aprono tra i salici piangenti e le immense distese di fiori di loto. Il percorso si snoda su passerelle sospese sull’acqua e strade pedonali, e rivela via via templi, pagode, baie, giardini dalle composizioni delicate e laghetti più piccoli sovraffollati di pesci famelici.hangzhou

Anche qui ogni tempio è una lunga e complicata leggenda. La più famosa è quella del serpente bianco, che racconta di una dea serpente e un monaco che si innamorano. La vicenda ruota attorno alla pagoda Lifeng, situata sulla sponda est del lago in una posizione spettacolare e strategica. La pagoda è stata però ricostruita nel 2002 con scale mobili e ascensori: non è di interesse artistico, ma offre una splendida vista dall’alto dell’ultimo piano. Hangzhou

Tra una pedalata e l’altra è arrivato il tramonto, ricoprendo di un velo di tranquillità tutto il bacino del lago. In quella fase intermedia tra il giorno e la notte sembrava ancora di poter respirare le storie d’amore tra la dea potente e il giovane monaco, con l’acqua rosea del lago e i boccioli ancora più rosa dei fiori di loto.hangzhou

Ha completato il nostro giro del lago lo show della fontana danzante installata nel lago, nella parte più vicina al centro città. Come a Dubai, una serie di canzoni riempiono l’aria, mentre gli zampilli della fontana disegnano forme e colori contro il cielo nero della notte e migliaia di riflessi colorano le onde leggere del lago. hangzhou

Suzhou tra giardini e leggende

A Suzhou abbiamo scoperto la meraviglia del giardino cinese. Piante, costruzioni, acqua, rocce, tutto disposto con grazia e armonia per il piacere degli occhi e dello spirito.

Il primo impatto con la città è stato ben poco armonico. Arrivati dopo un interminabile viaggio in autobus da Shanghai, deliziato da un film storico cinese a base di improbabili colpi di kung-fu, ci siamo subito scontrati con il caos del traffico cittadino.  Ma una volta entrati nel centro storico ci siamo ritrovati in strade tranquille e silenziose, perchè più che strade qui ci sono i canali e vicoli. Suzhou

Ci siamo subito diretti a visitare i giardini, i più famosi di tutta la Cina, costruiti nell’arco dei secoli da amministratori e personalità influenti della città secondo i principi del giardino classico cinese. Nel poco tempo a disposizione abbiamo scelto di visitare il più grande e più famoso, il giardino dell’umile amministratore (Zhuōzhèng Yuán). Specchi d’acqua, distese di fiori di loto, pagode, padiglioni, ponti, passerelle, montagnette, rocce, grotte, tunnel, alberi giganti e opulenti, bonsai secolari e fiori profumati: il giardino è un vero paradiso terrestre. Le prospettive sono infinite, ogni angolo regala una veduta diversa di elementi naturali e artificiali, ogni pagoda offre un punto di rifugio, di ristoro, di meditazione. Fa riflettere la distanza tra la raffinatissima sensibilità antica dei cinesi nei confronti della natura e la brutalità della Cina moderna, dove ben poco spazio è lasciato alla riflessione o al confronto con il mondo naturale.

Il giardino dell'umile amministratoreUna cosa affascinante della Cina è la toponomastica, che rimanda sempre a storie, leggende, racconti. Come la collina della Tigre, Hŭqiū, un luogo incantevole per la bellezza della natura e per lo stratificarsi di storie nei secoli: una roccia tagliata in due da un colpo di spada, una fonte d’acqua che sgorga all’improvviso per dissetare un monaco, la pagoda di una vergine suicida, e il grande mistero della tomba del re Helu, che sarebbe ancora nascosta tra le rocce della montagna e custodirebbe un tesoro dal valore inestimabile. Tutte queste storie risuonano nelle centinaia di iscrizioni calligrafiche che nel corso dei secoli hanno colorato le rocce della collina e si manifestano negli atti di devozione di alcuni cinesi in pellegrinaggio.

La collina della tigreCome una ciliegina sulla torta, in cima alla collina c’è infine la torre pendente. O meglio una pagoda pendente. Raro esempio di pagoda costruita in pietra, l’edificio iniziò lentamente a sprofondare perchè parte delle fondamenta non poggiavano sulla roccia, ma su terreno morbido. Ci siamo sentiti un po’ come i turisti davanti alla torre di Pisa, a scattare foto fingendo di reggere  la torre, e così, dall’alto della collina della tigre, abbiamo concluso la nostra visita di questa città millenaria.

Weekly photo challenge: foreign

In China you feel like a foreigner when girls grab your boyfriend to take pictures with him. Foreigners are hot!

In Cina ti senti veramente uno straniero quando le ragazze cinesi afferrano il tuo ragazzo per scattare una foto con lui. I ragazzi  stranieri sono belli!

Tre volti di Shanghai

L’immagine classica di Shangai è quella di una città luccicante e moderna, sfavillante per gli altissimi grattacieli del distretto Pudong o per le frivolezze art deco degli edifici europei del Bund: forse la città più occidentalizzante della Cina, con negozi di alto livello, bar e ristoranti di classe e una linea di ferroviaria a levitazione magnetica che ti trasporta all’aeroporto alla velocità di 400 km/h.

C’è anche un’altra Shanghai, che vive in quartieri più malandati, che commercia in piccoli negozi sulla strada e gestisce baretti e ristoranti aperti fino a notte fonda.  Come il quartiere vicino alla fermata della metro Xiaonanmen. Qui il marciapiede sembra essere il centro della vita: chi si lava i capelli, chi frigge verdura, chi dispone le proprie merci in bell’ordine, chi lava il bucato, chi controlla che i pesci da vendere siano ancora vivi nell’acquario, chi guarda la tv o ascolta melliflue canzoni cinesi alla radio, chi aspetta clienti per bollire qualche manciata di noodles per la zuppa del mattino. Non è una città patinata di modernità, ma una città vera, che brulica di una vita intensa e spontanea.

Poi ci sono gli eventi che non ti aspetti. Nel bellissimo Shanghai Civilized Park, oltre ai meravigliosi fiori di loto e alle stupende scenografie botaniche dei maestri cinesi, ci si può imbattere in un curiosa folla di cinesi, uomini e donne di mezz’età, che si aggirano con misteriosi fogli e fotografie di ragazzi e ragazze. Parlottano tra di loro, discutono e si scambiamo numeri di telefono. Che succede? Sono genitori di figli single che cercano il compagno ideale per i propri pargoli. Così raccontano su più o meno improvvisati fogli di carta caratteristiche e gusti del proprio figlio (peso, altezza, età, educazione, lavoro, interessi) e cercano l’anima gemella tra altri foglietti appesi per il parco. In un mondo di figli unici, l’antica tradizione di organizzare incontri amorosi per i propri figli sopravvive ancora oggi, e folle di genitori premurosi superano per efficacia i numerosi siti di incontri on-line.

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