Parlano d’amore i tuli-tuli-tuli-tulipan

Tra un acquazzone e l’altro la primavera olandese può regalare meravigliose giornate di sole impreziosite dai  colori dei campi di tulipani, giacinti e narcisi nella campagna tra Leida e Haarlem.campi di tulipani

Montiamo in bicicletta e iniziamo a pedalare con una meta ben precisa: da Leida vogliamo arrivare al parco di Keukenhof, enorme giardino botanico con tutte le specie di tulipani e fiori da bulbo, orchidee e simili. Lungo i 20 chilometri di strada è un trionfo di profumi e di colori, con lunghe distese di giallo, viola, bianco e rosa dei fiori in mezzo alla placida campagna punteggiata qua e là di pacifiche mucche, pecore e cavalli.campi di giacinti

Keukenhof è l’apoteosi del tulipano: in tutte le forme e colori, composizioni e dimensioni, raccoglie 7 milioni di bulbi, piantati con cura e armonia nel parco. Passiamo la giornata tra le aiuole di tulipani, le fontane e i padiglioni con le esposizioni floreali, per poi rimontare in sella e tornare verso casa, canticchiando in continuazione ‘Tulipan‘ del trio Lescano: parlano d’amore i tuli-tuli-tuli-tulipan…tulipano stresa

Non sono abituata a macinare 40 chilometri in un giorno e la stanchezza si fa sentire. Appena arrivati a casa crolliamo in un dolce sonno, dove ci ritornano le immagini della giornata, petali gialli, rossi, rosa, bianchi, fucsia, e distese infinite di narcisi lungo i canali.

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Paesaggi di nuvole e vento

Prima ci sono le dune. Selvagge, irregolari, ricoperte da uno spesso manto di sterpaglie verdi, continuamente tormentate dal vento. Il mare non si vede, si sente solo il suo ruggito e ci si lascia guidare dai suoni per trovare il percorso giusto per la spiaggia. 

Poi un sentiero sabbioso e un suono ancora più selvaggio indicano l’ultima duna da scavalcare prima che si apra alla vista un incredibile paesaggio di nuvole e vento. 

Il  vento trascina migliaia di nuvole dal mare alla terra, le strappa alle onde e le scaraventa nel cielo, le attorciglia, le ammassa, poi ancora le disperde e le fa svanire. La luce impazzisce, i colori sono instabili e sfuggenti, accesi da improvvisi raggi di sole o smerigliati dall’argenteo riflesso dalle nubi.

Il rombo del mare e gli ululati del vento fanno sparire ogni altro suono: i gabbiani sono muti, le parole si perdono nell’aria, in un fracasso costante che si trasforma in un silenzio selvaggio.

La bellezza di questo agitarsi di nuvole fa quasi dimenticare del mare, delle sue onde, del suo movimento infinito. Il mare diventa uno specchio dove si moltiplicano le forme e le luci, dove si riflette lo spettacolo grandioso del cielo e del vento, compagno inquieto di una magia di luce e aria.

Una giornata nello spazio

Oggi sono andata a trovare Giuseppe all’Agenzia Spaziale Europea (ESA) a Noordwijk, dove abbiamo incontrato astronauti, satelliti e navicelle spaziali.
Ho ricevuto una tessera personale per entrare nella zona 1, ma ci sono vari livelli di sicurezza e segretezza: solo con la giusta tessera si può entrare nelle sale dove si testano i satelliti, si custodiscono i progetti e si riuniscono i cervelloni per creare nuovi gingilli spaziali tecnologici.

Oltre a girovagare qua e là, ci siamo infiltrati in una conferenza dove tre astronauti raccontavano la loro esperienza nello spazio, gli esperimenti che hanno fatto e le emozioni hanno provato nel guardare la terra da lassù. Ovviamente ci siamo messi in coda per avere una foto con autografo di tutti e tre!

Chiavi e poesie a Leida

Le chiavi di San Pietro incrociate sono uno dei simboli della città di Leida.
Punteggiano monumenti, strade, cancelli e portoni, seguendo il motto ”Leiden key to discovery.” Le chiavi fanno riferimento alla monumentale chiesa di San Pietro, oggi sconsacrata, ma un tempo principale centro religioso.

Un altro dei simboli della città sono le poesie che ricoprono alcune case del centro. Sono parte del progetto ‘Poems and walls’: iniziato nel 1995 con la poesia della russa Marina Tsvetajeva, l’iniziativa si è moltiplicata fino a includere poesie in tutte le lingue e di tutte le epoche, trasformando il centro di Leida in una curiosa antologia poetica. Passeggiando qua e là, ne ho trovata una anche del nostro caro Montale. 

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Una linea in un museo e tanti libri in chiesa

A Maastricht, nel cercare riparo dagli acquazzoni, ho trovato un paio di luoghi affascinanti.
Primo una libreria-chiesa. O meglio una chiesa-libreria.
Dominicanen, un’antica chiesa dominicana del 1200, è stata usata negli ultimi due secoli come deposito di biciclette, luogo per mostre d’arte, feste di Natale o incontri di boxe. Ora è una grande libreria dove si possono ancora intravedere gli antichi affreschi recentemente restaurati. Un vero tempio per gli amanti dei libri. Il secondo rifugio dalla pioggia è stato il Bonnefanten Museum, museo di arte antica e contemporanea costruito nel 1995 dall’architetto italiano Aldo Rossi. La collezione di arte fiamminga e italiana rinascimentale è ricca e affascinante, così come le mostre di arte contemporanea. Ma il momento più curioso è stato entrare all’interno della cupola del ‘missile’, la parte dell’edificio verso il fiume. Una sottile linea di luce piove dal lucernario centrale e avvolge a spirale il nero delle pareti  fino a toccare il suolo. Lo spazio si annulla, si perde tra effetti ottici psichedelici e lascia il visitatore indagare nella stanza buia quella misteriosa linea bianca.

Passegiando tra le colline del Limburgo

In una lunga passeggiata per la campagna vicino a Maastricht ho scoperto le colline olandesi. Siamo nel Limburg, la provincia meridionale stretta tra Germania e Belgio, dove la pianura timidamente si anima di morbide colline verdi coltivate a granoturco, alberi da frutto e vigneti.

La passeggiata è iniziata dal Netherlands American Cemetery and Memorial, cimitero e memoriale dei soldati americani morti durante la seconda guerra mondiale in territorio olandese. Migliaia di lapidi bianche punteggiano il soffice prato verde e tre grandi pannelli mostrano i movimenti delle truppe sul territorio per liberare la regione. Da lì si può godere del panorama sulla vallata che scende docilmente verso il fiume Maas e la città.

Siamo poi scesi nella campagna, dove si alternano boschi alti e silenziosi, campi coltivati, monumenti geologici, campi da golf, pecore, mucche e cavalli che pascolano beati e, ovviamente, sole, nuvole e pioggia. 

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Anche in Olanda si va in spiaggia

Paletta e secchiello, formine e ciambellone. Ecco cosa ho dimenticato di mettere in valigia! Di certo l’ultima cosa che mi sarei aspettata era di andare in spiaggia il secondo weekend di settembre in Olanda. Invece due incredibili giornate di sole ci hanno costretto a sperimentare le spiaggie di Noordwijk.

La spiaggia è enorme, di sabbia finissima, ben organizzata, pulita e affollata da numerose famiglie desiderose di godersi un’ultima giornata d’estate. I bambini scavano buche e costruiscono castelli, ma soprattutto di divertono a sguazzare nelle grandi piscine d’acqua lasciate dalla marea.

Il mare non è cristallino e caldo come nel Mediterraneo, ma è difficile resistere alla tentazione di un tuffo per rinfrescarsi dall’inaspettato caldo settembrino. Anche se non sceglierei Noodwijk come destinazione per le mie vacanze balneari, ci tornerei volentieri alla prossima giornata di sole.

La cucina delle mamme olandesi

L’Olanda non è sicuramente famosa per la propria tradizione culinaria, e noi non ci aspettavamo nulla di buono. Però, dopo la prima cena a base di pannenkoeken, abbiamo iniziato ad avere più fiducia e abbiamo deciso di provare a mangiare in un ristorante tipico olandese. Non è facile trovarne nel centro di Amsterdam, ma passeggiando verso la terza cerchia di canali se ne iniziano ad incontrare diversi.

Sempre sotto la guida dei nostri amici locali, abbiamo scoperto Moeders, ‘mamme’, un ristorantino grazioso che propone piatti della tradizione popolare. Sotto lo sguardo vigile di centinaia di mamme appese alle pareti (in forma di foto si intende), con posate e piatti che sembrano davvero quelli della casa di famiglia, ci sono state servite porzioni abbondanti, proprio come farebbe una mamma: stufati, spezzatini, pancetta e salsicce accompagnate da patate, cavoli e composte dolci di mele e pere. Il piatto forte? Lo stamppot, patate schiacciate con verdure, salsiccia e pancetta. Da provare.

Benvenuti in Olanda

Non c’è niente di meglio che scendere dall’aereo, atterrare in un nuovo paese e ricevere un caldo abbraccio di benvenuto da amici che non vedi da anni. Ci si sente subito a casa.

E’ stato un primo giorno tutto speciale, coronato da pannenkoeken con pancetta e formaggio, una cena non proprio leggera, ma decisamente gustosa alla Pancake Bakery, non lontano dalla casa di Anna Frank.

Seduti vicino al canale, il sole è dolcemente tramontato tra le case sghembe di Amsterdam, accompagnando verso la notte una bellissima giornata di benvenuto.

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