Guida di sopravvivenza alla Feria de Abril di Siviglia

Sirene a pois e gonne a balze che invadono la città, musica ad ogni angolo e aria di festa interminabile. Così inizia la Feria de Abril, che interrompe la normale vita di Siviglia per trasformala in un tripudio di colori, luci e suoni per una settimana. Per sopravvivere a questa baraonda e viverla al meglio ci sono poche e semplici regole da seguire:

1. Procurarsi una mappa. La Feria è una città nella città, con vie numerate, case private e edifici pubblici. Per non perdervi tra le decine di casetas colorate procuratevi una mappa dal centro informazioni vicino alla portada, l’ingresso trionfale. Individuate le arterie principali che attraversano la zone delle casette e il parco giochi.Calle de la Feria

2. Non è una carnevalata. Non dite mai a un autoctono che vi piace come si ‘travestono’, perché non è una maschera di carnevale, non è un ‘disfraz’. Dite che vi piace il ‘traje’. Il vestito da gitana è un abito costoso, che può raggiungere prezzi esorbitanti e che fa scatenare la fantasia di centinaia di sarte e stilisti dell’Andalusia, con tanto di sfilate di  moda e atelier che si sfidano per l’abito più di tendenza. Alcuni vestiti sono stupendi per materiali e disegno, altri più semplici, ma tutti hanno la capacità di trasformare il corpo delle sivigliane in sinuose silhouette, morbide e sensuali. Per l’uomo c’è il vestito tradizionale ‘corto’ da cavallerizzo, ma la maggior parte va in giacca e cravatta, a sottolineare come sia un momento in cui sfoggiare al massimo la propria eleganza. Se volete integrarvi nell’atmosfera e godervi davvero la Feria andate vestiti bene, possibilmente con un fiore tra i capelli. Io ho avuto in prestito un bel vestito sobrio da gitana che ho sfoggiato con orgoglio tutte le serate!Sivigliane nel traje da gitana

3. Dimenticatevi l’orologio. Si inizia al mattino, si continua tutto il pomeriggio e la notte finché non si viene cacciati via. La ‘caseta’ diventa la tua seconda casa, ci mangi, ci balli, bevi e fai festa tutto il giorno. Il giorno dopo si ripete, fino alla domenica di chiusura con i fuochi d’artificio. Caseta publica

4. A bailar sevillanas! Se volete divertirvi davvero imparate a ballare le sevillanas. Sono dei balli di gruppo che si fanno a coppie e che troverete ad ogni angolo della Feria, soprattutto nelle casette pubbliche. Ci sono tantissime sevillanas ma i passi sono sempre gli stessi, basta osservare un po’ chi è più esperto e lasciare un po’ di spazio all’inventiva. E’ importantissimo concentrarsi sulla mirada, sguardi di fuoco che ci si scambia durante il ballo. Nonostante le ore passate alla feria non ho imparato benissimo i passi, ma la mirada de fuego sicuramente sì.bailando sevillanas

5. Prendetela con calma. Per reggere tutta la notte è bene andarci piano, soprattutto con l’alcool. In questo aiuta il rebujito, un vino liquoroso mischiato con la limonata e il ghiaccio, leggero e rinfrescante. Ogni sorso di rebujito sembra acqua, ma bicchierino dopo bicchierino ti rallegra la serata senza metterti ko in poche ore.

Annunci

L’oro di Valencia

Tra i musei di Valencia i più conosciuti sono quelli del nuovo e spettacolare polo della città delle arti e delle scienze, dove il museo della scienza, il grande acquario e il cinema emisferico offrono intrattenimento e istruzione per grandi e piccini.

Il cuore d’oro di Valencia sta invece nel più tradizionale Museo de Bellas Artes. Situato nell’antico Colegio de San Pío V, custodisce un’incredibile collezione di pittura europea a partire da opere del gotico locale e internazionale fino al secolo XX. Le sale più spettacolari sono proprio quelle che raccolgono le opere più antiche: grandi retablos monumentali e più piccoli trittici portatili scintillano d’oro e pigmenti preziosi.

Ci hanno colpito molto alcune immagini al femminile: una Madonna allatta un Gesù bambino che succhia avidamente il latte avvolto nel cielo stellato del manto della madre, vero e proprio scudo di protezione cosmica per il neonato redentore; oppure una Santa Agata rassegnata e  malinconica che mostra su un vassoio i suoi seni tagliati durante il martirio. Pur nell’astrazione della rappresentazione queste figure riescono a trasmettere un guizzo di emozione limpida, che va dritta nel cuore della nostra immaginazione.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Quattro stagioni di profumi andalusi

Siviglia è un paradiso di luce e colori. In qualsiasi stagione dell’anno la natura ti sorprende con  nuove forme e colori, che trasformano gli alberi dei viali in spettacolari scenografie di fiori e frutti. Ma Siviglia è anche profumi, dolci e intensi, dei pollini e dei fiori che sempre la ingemmano, rendendola la città più profumata al mondo.

Per chi arriva d’inverno, oltre ad un’aria tiepida e morbida, ci sono i frutti splendenti degli aranci che punteggiano tutti i viali e giardini. I turisti ne sono affascinati: grossi, lucidi, brillanti d’arancio contro il cielo sempre blu. Nessuno resiste e prima o poi ne stacca uno dal ramo più basso, lo sbuccia e lo azzanna. Così il sorriso di meraviglia suscitato dalla bellezza dei frutti si trasforma in una smorfia di disgusto per il sapore amarissimo delle arance. Si capisce pechè nessuno le raccoglie: non sono buone da mangiare, ma la tradizione (o la leggenda) vuole che siamo destinate ai marmellatifici di sua maestà la regina d’Inghilterra.

A fine inverno squadre di raccoglitori dell’Ayuntamiento raccolgono le arance e lasciano gli alberelli spogli. Ma dura poco: in poche settimane la primavera riveste le chiome di queste alberi di profumatissimi fiori, che esalano un aroma dolce per tutte le strade della città. Sotto l’influsso di questo odore molle e penetrante le sivigliane rispolverano i vestiti da gitana e si scatenano nel flamenco della Feria de Abril. Tripudio di colori e di festa, al ritmo delle sevillanas, sotto una pioggia di morbidi e deboli fiori bianchi.

Quando arriva l’estate gli aranci lasciano la scena alle jacarande, i grandi alberi dei viali intorno al centro storico, che si stagliano contro il cielo con corone di fiori viola dall’odore intenso. In pochi giorni inizia una pioggia di petali viola e della loro melassa, che ricopre strade, marciapiede, parchi e passanti. Per settimane  e settimane tappeti lilla si stendono nei lunghi viali ombreggiati, in una fioritura lunga e persistente tanto quanto il loro profumo. 

L’autunno continua soleggiato e pieno di fiori, che dalle balconate ravvivano le vie del casco antiguo. In un’estate che sembra non voler finire mai, i fiori dei patii e delle terrazze illuminano i vicoli attorno all’alcazar con infinite fantasie di composizioni, sfumature e odori, mentre le arance già grassoccie, ma non ancora mature, ritornano a catturare gli sguardi dei turisti istigandoli ad allungare la mano verso quei pomi amari.

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: