In arrivo un corso sull’arte rinascimentale

E’ in preparazione un corso di storia dell’arte per gli appassionati del rinascimento italiano: un breve corso per capire gli artisti e le opere che hanno segnato un’epoca di grande fermento.

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Aquì reina el instante

Nel 2012 ho partecipato all’organizzazione della mostra ‘Aquí reina el instante’ presso la Fondazione Valentín de Madariaga a Siviglia.

La mostra raccoglieva opere di arte contemporanea sul tema del rapporto uomo e natura, creando un percorso poetico guidato dalle poesie di Wisława Szymborska.

All’interno della mostra mi sono occupata della comunicazione, promozione e eventi didattici collegati alla mostra, come visite guidate, attività per bambini, concerti.

In particolare ho ideato e realizzato ‘l’albero dell’istante’, un albero di parole e poesia dove i visitatori potevano lasciare il loro messaggio, il loro istante poetico, le emozioni suscitate dalla visita.

A questa pagina il sito ufficiale (in spagnolo). 

La via della Croce

Nel 2011 ho curato ‘La via della croce’ una mostra a Casalmaggiore (Cremona).

L’obiettivo della mostra era presentare il restauro di un crocifisso ligneo del XVI secolo del convento di Santa Chiara e confrontarlo con altri due crocifissi presenti in città al museo Diotti e alla chiesa di Santo Stefano.

La ricerca negli archivi ha permesso di scoprire le storie di queste sculture e metterle in connessione a altre opere d’arte all’interno delle chiese. In particolare il crocifisso del convento di Santa Chiara è stato messo in relazione agli affreschi della stessa epoca presenti nella chiesetta del convento, all’interno dei quali il crocifisso era incorporato.

La ricerca ha permesso di recuperare le storie di queste opere, strettamente collegate alla storia della città e antiche pratiche devozionali: uno dei crocifissi, di cartapesta, veniva portato in processione per la città per poi essere immerso nelle acque del Po quando questo minacciava di straripare.

Clicca qui per maggiori informazioni. 

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Inaugurazione della mostra

 

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Inaugurazione della mostra

Laboratori d’arte per bambini

Nel 2011-12 sono stata a Carmona, un piccolo paese dell’Andalusia vicino a Siviglia, come insegnante di arte e lingue all’interno del programma di scambio dell’Unione Europea Comenius.

Ho progettato e realizzato una serie di laboratori d’arte per diverse classi, dalla 3° alla 6°, e una serie di attività per far conoscere la cultura italiana. Abbiamo esplorato la storia dell’arte con un focus particolare sul rinascimento, fino all’espressionismo astratto e all’action painting, oltre a realizzare maschere del carnevale di Venezia o l’uomo vitruviano.

Sul blog valentinagiroteaching.wordpress.com potete trovare i principali progetti elaborati durante l’anno scolastico.

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Parlano d’amore i tuli-tuli-tuli-tulipan

Tra un acquazzone e l’altro la primavera olandese può regalare meravigliose giornate di sole impreziosite dai  colori dei campi di tulipani, giacinti e narcisi nella campagna tra Leida e Haarlem.campi di tulipani

Montiamo in bicicletta e iniziamo a pedalare con una meta ben precisa: da Leida vogliamo arrivare al parco di Keukenhof, enorme giardino botanico con tutte le specie di tulipani e fiori da bulbo, orchidee e simili. Lungo i 20 chilometri di strada è un trionfo di profumi e di colori, con lunghe distese di giallo, viola, bianco e rosa dei fiori in mezzo alla placida campagna punteggiata qua e là di pacifiche mucche, pecore e cavalli.campi di giacinti

Keukenhof è l’apoteosi del tulipano: in tutte le forme e colori, composizioni e dimensioni, raccoglie 7 milioni di bulbi, piantati con cura e armonia nel parco. Passiamo la giornata tra le aiuole di tulipani, le fontane e i padiglioni con le esposizioni floreali, per poi rimontare in sella e tornare verso casa, canticchiando in continuazione ‘Tulipan‘ del trio Lescano: parlano d’amore i tuli-tuli-tuli-tulipan…tulipano stresa

Non sono abituata a macinare 40 chilometri in un giorno e la stanchezza si fa sentire. Appena arrivati a casa crolliamo in un dolce sonno, dove ci ritornano le immagini della giornata, petali gialli, rossi, rosa, bianchi, fucsia, e distese infinite di narcisi lungo i canali.

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I fantasmi di una fabbrica legnanese

Nel novembre 2007 i lavori di demolizione della ex-fabbrica Pensotti di Legnano erano sospesi. Passando spesso di fronte agli scheletri dei capannoni pericolanti, un pomeriggio, insieme a Giuseppe, decidemmo di intrufolarci nel cantiere e curiosare tra le macerie. pensotti legnano

Era un pomeriggio di novembre assolato. Entrammo nel cantiere abbandonato con facilità e ci trovammo in mezzo a uno scenario di erbacce, detriti e ferraglia di ogni tipo. Sebbene anche da fuori si percepisse la distruzione in corso, da dentro il paesaggio era proprio desolante, quasi uno scenario di guerra.
pensotti legnano

La fabbrica era abbandonata da anni ed era diventata albergo di spacciatori e senza tetto. Qua e là si trovavano le ultime tracce degli umani che ci avevano vissuto, qualche abito, bottiglie, giacigli improvvisati, e poi i murales lungo le navate, ultimo segno artistico nella bruttura di quella devastazione. pensotti legnano

Il vuoto di quegli spazi era popolato di rumori strani e inquietanti, di figure penzolanti contro il cielo, mostri architettonici dalla vita ancora breve, di ombre lunghe e nere per tramonto in arrivo. Il buio tra i muri di quella grande fabbrica abbandonata ci spaventava e uscimmo in fretta dal cantiere prima che il sole sparisse dietro le case.  pensotti legnanoOggi della Pensotti non rimane più nulla, è stata completamente rasa al suolo e l’area accoglierà nuovi progetti edilizi, residenziali o commerciali, si spera meno spaventosi di quelli abbattuti ormai da tempo.

pensotti legnano

Guida di sopravvivenza alla Feria de Abril di Siviglia

Sirene a pois e gonne a balze che invadono la città, musica ad ogni angolo e aria di festa interminabile. Così inizia la Feria de Abril, che interrompe la normale vita di Siviglia per trasformala in un tripudio di colori, luci e suoni per una settimana. Per sopravvivere a questa baraonda e viverla al meglio ci sono poche e semplici regole da seguire:

1. Procurarsi una mappa. La Feria è una città nella città, con vie numerate, case private e edifici pubblici. Per non perdervi tra le decine di casetas colorate procuratevi una mappa dal centro informazioni vicino alla portada, l’ingresso trionfale. Individuate le arterie principali che attraversano la zone delle casette e il parco giochi.Calle de la Feria

2. Non è una carnevalata. Non dite mai a un autoctono che vi piace come si ‘travestono’, perché non è una maschera di carnevale, non è un ‘disfraz’. Dite che vi piace il ‘traje’. Il vestito da gitana è un abito costoso, che può raggiungere prezzi esorbitanti e che fa scatenare la fantasia di centinaia di sarte e stilisti dell’Andalusia, con tanto di sfilate di  moda e atelier che si sfidano per l’abito più di tendenza. Alcuni vestiti sono stupendi per materiali e disegno, altri più semplici, ma tutti hanno la capacità di trasformare il corpo delle sivigliane in sinuose silhouette, morbide e sensuali. Per l’uomo c’è il vestito tradizionale ‘corto’ da cavallerizzo, ma la maggior parte va in giacca e cravatta, a sottolineare come sia un momento in cui sfoggiare al massimo la propria eleganza. Se volete integrarvi nell’atmosfera e godervi davvero la Feria andate vestiti bene, possibilmente con un fiore tra i capelli. Io ho avuto in prestito un bel vestito sobrio da gitana che ho sfoggiato con orgoglio tutte le serate!Sivigliane nel traje da gitana

3. Dimenticatevi l’orologio. Si inizia al mattino, si continua tutto il pomeriggio e la notte finché non si viene cacciati via. La ‘caseta’ diventa la tua seconda casa, ci mangi, ci balli, bevi e fai festa tutto il giorno. Il giorno dopo si ripete, fino alla domenica di chiusura con i fuochi d’artificio. Caseta publica

4. A bailar sevillanas! Se volete divertirvi davvero imparate a ballare le sevillanas. Sono dei balli di gruppo che si fanno a coppie e che troverete ad ogni angolo della Feria, soprattutto nelle casette pubbliche. Ci sono tantissime sevillanas ma i passi sono sempre gli stessi, basta osservare un po’ chi è più esperto e lasciare un po’ di spazio all’inventiva. E’ importantissimo concentrarsi sulla mirada, sguardi di fuoco che ci si scambia durante il ballo. Nonostante le ore passate alla feria non ho imparato benissimo i passi, ma la mirada de fuego sicuramente sì.bailando sevillanas

5. Prendetela con calma. Per reggere tutta la notte è bene andarci piano, soprattutto con l’alcool. In questo aiuta il rebujito, un vino liquoroso mischiato con la limonata e il ghiaccio, leggero e rinfrescante. Ogni sorso di rebujito sembra acqua, ma bicchierino dopo bicchierino ti rallegra la serata senza metterti ko in poche ore.

I colori di Stoccolma a primavera

Stoccolma è blu. Blu profondo del cielo, blu argenteo dei laghi, blu nero dei canali, blu grigio dei fiumi, blu azzurrino delle ombre sulla neve. E’ il colore di fondo di questi quattro giorni che abbiamo trascorso in città, fondo scenografico della nostra visita. City hall

Poi ci sono tutte le sfumature ocra e bruno della natura che vive, dei tronchi degli alberi, del pelo dei lupi, orsi o cinghiali, delle corna delle capre, delle renne e degli alci, dei legni delle case antiche, incontrati nel parco-museo di Skansen. 

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C’è l’oro del potere, divino e terreno, che scintilla sull’armatura di San Giorgio che uccide il drago nella cattedrale, sugli stemmi reali che si stagliano contro il cielo sparsi per la città, sulle medaglie dei premi Nobel, o nella presuntuosa sala da ballo del palazzo comunale.

Scultura nella cattedrale di Stoccolma

Sopra tutti questi colori, alla fine, c’è il bianco della neve, che ancora all’inizio della primavera fa scintillare di una natura umida e cristallina tutti i paesaggi, tenace grazie al freddo dell’aria di marzo, ma specchio luminoso del primo sole tiepido di aprile.il palazzo di Drottingholm

Crespi d’Adda, la città ideale dell’operaio

Sulla riva est dell’Adda, a pochi chilometri da Bergamo, sorge uno dei più importanti siti di archeologia industriale d’Europa, dichiarato patrimonio dell’umanità UNESCO nel 1995.

crespi d'adda caminoEra il 1878 quando il l’imprenditore Cristoforo Crespi inaugurò il nuovo stabilimento delle sue manifatture cotoniere tra i boschi bergamaschi, in quella che nel giro di pochi anni sarebbe diventata una vera e propria cittadella industriale all’avanguardia. Era nato Crespi d’Adda, un paese che prendeva il nome dal suo padrone e dal fiume che le forniva energia e risorse. crespi d'adda

Insieme all’opificio, Crespi fece costruire delle abitazioni per i suoi operai: da tre palazzine costruite per i primi lavoratori, si passò alle villette, con giardino e orto, su modello delle città industriali inglesi che il figlio Silvio aveva ammirato durante i suoi studi aldilà della Manica. 
case operai

In breve tempo sorse una città organizzata razionalmente: scuola, chiesa, mercato, piscina, centro ricreativo, lavatoio, medico, teatro, villa padronale e cimitero vennero distribuite lungo un asse longitudinale parallelo all’opificio, cuore pulsante della comunità. Oggi è ancora possibile passeggiare per le vie del villaggio, rimasto intatto da più di un secolo, e vedere le sobrie case degli operai, le villette in stile liberty dei dirigenti, le pareti dei capannoni in stile neo-medievale e la villa padronale, una specie di castello che domina su tutti gli edifici, simbolo di una nuova forma di feudalesimo. Crespi d'addaL’atmosfera che si respira è di grande decadenza. Chiusa la fabbrica nel 2003, molte parti del sito sono abbandonate alle erbacce. Resta il fascino dell’utopia aziendale dei Crespi, utopia di un villaggio operaio perfetto, immerso nel verde, dove le famiglie potessero trovare tutti i servizi per una vita sana, pacifica e ordinata all’insegna del lavoro nel cotonificio.  Dalla culla alla tomba, la vita dell’operaio poteva tranquillamente svolgersi tutta nei pochi chilometri del villaggio.cimitero crespi d'adda L’entrata trionfale alla fabbrica esprime bene le glorie della borghesia illuminata della Lombardia di fine ‘800, che si nutriva di ideali alti e impossibili, amava sfoggiare una certa estetica eclettica e discutibile, ma soprattutto si lanciava in  progetti innovativi per la crescita del paese, della produttività e del benessere.

Crespi d'adda opificio

Giuliana, la Sicilia che ti entra nel cuore

Un mare d’oro per chilometri e chilometri. Una strada stretta segue i profili delle colline che si alzano e si abbassano irregolari tra il giallo del grano, il verde dei vitigni e il nero dell’ultimo campo bruciato. E’ piena estate, i colori della campagna esplodono violenti, selvaggi, riempiono gli occhi di luce e di meraviglia. Il profumo della terra, della campagna, degli orti, dei vigneti penetra nelle narici e riempie i polmoni. Ancora prima di arrivare si è già totalmente conquistati, perdutamente innamorati. campagna siciliana

Stiamo andando a Giuliana, nell’estrema provincia di Palermo, verso Agrigento. Nel cuore della campagna siciliana, il piccolo borgo emerge sul cocuzzolo di una collina con la sua rocca antica che domina la vallata.Giuliana

Percorrendo le strade e le scalinate in pietra del borgo si rimane incantati dai ritmi pacifici, dall’atmosfera, dal paesaggio. Gli anziani si ritrovano in piazza a parlamentare, chi chiacchiera all’ombra di una chiesa antica, chi aspetta sotto un rododendro, mentre le classiche Fiat Panda sfrecciano per i vicoli strettissimi inagibili a mezzi più ingombranti. Quando si arriva in cima al castello, dalle varie terrazze si rimane incantati dal paesaggio e dalla bellezza del posto.Giuliana

Ma aldilà del grazioso borgo, è la campagna che rapisce il visitatore. Alberi da frutto, pomidoro, verdure e ortaggi dai sapori genuini e forti, ‘babbaluci’ che si annidano ad ogni angolo su spesse foglie di agave, insetti mai visti succhiano ilpolline dai cardi colorati, volpi vengono a far visita per cercare cibo durante la notte, fonti d’acqua freschissima dissetano i greggi al pascolo. Sicilia  Giuliana

Per esplorare la campagna si possono percorrere i sentieri tra le colline e magari raggiungere un antico pozzo, costruito a mano pietra per pietra. Si possono raccogliere le mandorle o i pistacchi dagli alberi e provare ad assaporarli così, nel loro gusto più naturale. Si può provare a cavalcare senza sella con una vista mozzafiato su tutta la vallata, si può raccogliere origano e farne profumatissimi bouquet da conservare durante tutto l’anno.

A cavallo a Giuliana

Ci vuole più di un’ora da Palermo per arrivare a Giuliana, ma una volta arrivati non vorrete andare più via. Perchè alla bellezza del borgo e della campagna dovete aggiungere la bellezza della gente, la loro ospitalità, la generosità della cucina e la bontà degli arancini, dei cannoli e dei mille piatti della tradizione contadina. Giuliana ti riempie gli occhi di colori, ti brucia la pelle con il suo calore, ti seduce con i suoi profumi, ti incanta con le sue storie e ti delizia con i suoi sapori: ti entra nel cuore e ti conquista con tutti i cinque sensi.

campagna siciliana

L’oro di Valencia

Tra i musei di Valencia i più conosciuti sono quelli del nuovo e spettacolare polo della città delle arti e delle scienze, dove il museo della scienza, il grande acquario e il cinema emisferico offrono intrattenimento e istruzione per grandi e piccini.

Il cuore d’oro di Valencia sta invece nel più tradizionale Museo de Bellas Artes. Situato nell’antico Colegio de San Pío V, custodisce un’incredibile collezione di pittura europea a partire da opere del gotico locale e internazionale fino al secolo XX. Le sale più spettacolari sono proprio quelle che raccolgono le opere più antiche: grandi retablos monumentali e più piccoli trittici portatili scintillano d’oro e pigmenti preziosi.

Ci hanno colpito molto alcune immagini al femminile: una Madonna allatta un Gesù bambino che succhia avidamente il latte avvolto nel cielo stellato del manto della madre, vero e proprio scudo di protezione cosmica per il neonato redentore; oppure una Santa Agata rassegnata e  malinconica che mostra su un vassoio i suoi seni tagliati durante il martirio. Pur nell’astrazione della rappresentazione queste figure riescono a trasmettere un guizzo di emozione limpida, che va dritta nel cuore della nostra immaginazione.

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